LA RISERVA NATURALE MONTE RUFENO La Riserva Naturale Monte Rufeno, istituita con L.R. n. 66/1983, fa parte del sistema delle aree protette del Lazio e si estende per circa 3000 ettari nel territorio del comune di Acquapendente, al confine con Toscana e Umbria. L’area è divisa in due parti dal fiume Paglia: la zona nord, circa due terzi della superficie totale, va dal fiume alla frazione di Trevinano, la restante parte, a sud, si estende dal Paglia alla frazione di Torre Alfina.
I boschi e gli ambienti che compongono la Riserva hanno un grande valore naturalistico, tanto che le finalità dell’area protetta sono la tutela dell’ecosistema forestale in tutte le sue componenti, la promozione del turismo sostenibile, anche attraverso la gestione dei vecchi casali ristrutturati che sono importanti elementi del paesaggio, e lo sviluppo di attività compatibili come l’educazione ambientale e l’agricoltura a basso impatto ambientale. Conservazione e valorizzazione del patrimonio ambientale sono quindi i principi fondamentali di questa Riserva, una delle prime aree protette regionali ad essere state istituite.

IL PAESAGGIO E LA GEOLOGIA Il fiume Paglia non separa solo due settori della Riserva, ma anche due diversi domini geologici, che hanno generato nel tempo forme del rilievo e paesaggi differenti.
A nord, i calcari, le marne, le argille e le arenarie, terreni di origine marina, incorporano un piccolo, ma significativo, affioramento di rocce uniche nel Lazio (oficalciti), derivanti dalle trasformazioni fisiche e chimiche di un antico fondale oceanico. Il paesaggio fisico si compone qui di dolci rilievi collinari incisi da un fitto reticolo di fossi e vallette.
A sud, gli stessi calcari, argille e arenarie sono coperte da tufi e lave consolidate, generati dalla più recente attività vulcanica. Si tratta di un vero e proprio tavolato che si affaccia sulla valle del Paglia; questo orlo frastagliato di rupi alte e scoscese poggia su versanti che degradano invece con minore pendenza fino al fiume.
Ovunque si può osservare l’effetto operato dagli agenti atmosferici sul modellamento dei versanti, particolarmente evidente là dove prevalgono le argille, poco permeabili, altamente erodibili e spesso soggette a smottamenti e frane. Alcuni di questi dissesti sono molto antichi ed estesi, con masse rocciose in lento e continuo movimento che, scompaginandosi, hanno creato gradoni in contropendenza su cui stagionalmente si formano piccole raccolte d’acqua note localmente come “trosce”, laghetti temporanei ricchissimi di biodiversità.
I fitti boschi che ammantano la Riserva e ne costituiscono il segno paesaggistico dominante sono stati, nel tempo passato, soggetti a una forte utilizzazione da parte dell’uomo, soprattutto per la produzione del carbone, e solo da alcuni decenni sono gestiti con criteri “naturalistici”. Dopo lo spopolamento delle campagne avvenuto negli anni 50’- 60’, i campi abbandonati, attorno ai casali, sono stati utilizzati per rimboschimenti a conifere.

UNA STRAORDINARIA BIODIVERSITÀ Le colline ricoperte da boschi, visibili da Acquapendente, già da lontano fanno immaginare un mondo diverso da quello a cui siamo abituati nella nostra quotidianità: un paradiso per cinghiali, caprioli e uccelli. Attraversando i sentieri della Riserva con attenzione e sensibilità, è possibile incontrare queste creature e farsi sorprendere dalla presenza di lepri, che pur preferendo aree aperte vi trovano un rifugio sicuro, oppure di scoiattoli, ai quali piace vivere nei boschetti di conifere e nutrirsi nei querceti e castagneti.
Le specie di uccelli sono numerose, dalle silvie e le cince fino ai picchi e allo sparviere, ma, passeggiando, sappiamo che da qualche parte si rifugiano, in attesa del crepuscolo, anche i mammiferi predatori, come le volpi, le rare martore, il gatto selvatico e forse anche il lupo.
Tutta la Riserva è attraversata da corsi d’acqua, alcuni raggiungibili, altri più lontani dai sentieri battuti, ma tutti in grado di ospitare, grazie alla loro integrità, le specie più delicate di anfibi, come la salamandrina, e di crostacei, come il granchio d’acqua dolce e il gambero di fiume. Un affluente del Paglia, il Subissone, limpido e ricco di prede offre rifugio anche al raro merlo acquaiolo, molto difficile da vedere anche nei periodi di maggiore attività.
Il bosco immaginato da lontano sorprende ancora di più quando, in primavera, nelle piccole e sporadiche radure compaiono improvvisamente tante specie di orchidee, come schizzi di colore su una tela, o se si pensa che da qualche parte, lontano dai percorsi consentiti, sono nascoste le “trosce”. Immerse tra gli alberi, danno quasi l’impressione di essere state collocate lì per caso e invece ospitano le minacciate tartarughe palustri e la rara erba scopina. Quest’ultima regala al folto del bosco un immenso tappeto di colore rosa-violetto quando, una volta all’anno, fiorisce al di sopra del pelo dell’acqua. Questi microambienti sono delicatissimi e la presenza umana li può danneggiare irrimediabilmente, per questo sono visitabili solo per motivi scientifici. Alcune specie floristiche sottoposte a particolare tutela: nelle zone umide: erba scopina, gamberaja maggiore e gamberaja calabrese; sui greti: la crespolina etrusca; il brugo, il giglio rosso, il giglio martagone, il giaggiolo susinario il narciso dei poeti e il narciso tazetta, il dittamo, il melo ibrido, il pungitopo maggiore; fra le numerose orchidee l’ofride insettifera e il barbone adriatico.
Alcune specie faunistiche di rilievo: fra gli uccelli troviamo: biancone, falco pecchiaiolo, nibbio bruno, sparviere, nitticora, merlo acquaiolo; fra i mammiferi: gatto selvatico, martora, barbastello, orecchione bruno, rinolofo maggiore e rinolofo minore; fra i rettili: cervone, coronella austriaca; fra gli anfibi: salamandrina, tritone crestato e tritone punteggiato; fra i pesci: ghiozzo di ruscello.

Il Monumento Naturale “Bosco del Sasseto Il Bosco del Sasseto, pregevole esempio di bosco misto di latifoglie secolari che prediligono condizioni climatiche fresche e umide, deve il nome ad un singolare substrato geologico formato da un vasto ed eterogeneo accumulo di blocchi di roccia lavica.
Selva oscura, aspra e selvaggia, fu trasformata a fine ‘800 dal marchese Edoardo Cahen in un suggestivo dedalo di sentieri e zone di sosta a servizio del castello di Torre Alfina.
Il microclima fresco umido e la pietrosità intervallata da accumuli di fertile suolo hanno favorito col tempo un’insolita compresenza di specie arboree, costituendo un habitat di assoluto pregio e interesse conservazionistico. Faggio, acero di monte, frassino, tiglio nostrano, tiglio selvatico, olmo montano, carpino nero, carpino bianco, castagno e leccio sono presenti, spesso con esemplari di notevoli dimensioni, tanto da essere considerati essi stessi dei singoli monumenti. Di rilievo è anche la presenza di formazioni arboree di agrifoglio quasi pure.
Questo ambiente forestale di appena 61 ettari offre spettacolari fioriture primaverili: bucaneve, anemoni, cardamini, oltre all’abbondanza di muschi, licheni e numerose specie di felci che ricoprono le rocce e i vecchi alberi caduti.
Il legno morto in piedi e i tronchi a terra, oltre a offrire rifugi e un ambiente peculiare abitato da rare specie animali, costituiscono una complessa e meticolosa stazione di riciclaggio della materia vivente che rilascia minerali e humus nel terreno, attivata da specifici funghi del legno indispensabili per le catene alimentari della foresta.

Contatti:

Centro Informazioni e Servizi di Acquapendente - L’Ape Regina
Informazioni generali, servizi integrati, gestione del Museo del Fiore e delle visite in Riserva
e nel Monumento Naturale Bosco del Sasseto
Tel. 800 411834 / 0763 730246 web http://www.laperegina.it mail coop.laperegina@tiscali.it

Ris. Nat. Monte Rufeno – Ufficio Comunicazione e Educazione
Informazioni generali sull’area protetta.
Tel. 0763 733442 web http://www. parks.it/riserva.monte.rufeno/ mail comunicazione@monterufeno.it

Casale Monaldesca - Radici
Informazioni generali, strutture Monaldesca, Tigna e Palombaro
Tel. 0763 717078 / 335 364322 web http://www.lamonaldesca.it mail info@lamonaldesca.it

Associazione Scientifica Astronomica Nuova Pegasus
Gestione dell’Osservatorio Astronomico di Monte Rufeno
Tel. 0761 1762219 / 347 5100003 web http://www.nuovapegasus.it mail nuovapegasus@hotmail.com

Albergo Ristorante Nuovo Castello
Gestione della Casa Vacanze S.Antonio nei pressi di Torre Alfina
Tel. 0763 716106 web http://www.nuovocastello.it mail nuovocastello@libero.it

 

 

LA RETE DEI SENTIERI

L’area protetta è contraddistinta da una rete viaria, percorribile a piedi, a cavallo o in bici, dalla quale si snodano itinerari speciali: sentieri escursionistici, sentieri-natura e piste ciclabili. Ad ogni percorso attrezzato è stato attribuito un colore specifico, riportato sui paletti segnavia che si incontrano durante il passaggio.
Prima di iniziare un sentiero escursionistico impegnativo è bene valutarne la lunghezza e il grado di difficoltà . In caso di necessità, si può telefonare al servizio Guardiaparco che effettua la sorveglianza sul territorio. Oltre a quelli escursionistici, troviamo i sentieri-natura che aggiungono all’esperienza del fascino del contatto con la natura anche l’aspetto didattico; sono brevi e semplici da percorrere, adatti a tutti, in particolar modo ai gruppi scolastici.
I sentieri ciclabili si snodano lungo le strade sterrate della Riserva, ma anche in alcuni tratti suggestivi all’interno del bosco creati utilizzando vecchie piste da esbosco o strade forestali. Una tabella descrittiva all’inizio dei sentieri fornisce suggerimenti tecnici e indicazioni più dettagliate sul percorso e sul paesaggio.

Sentiero natura Il Felceto,
Arancio, km 1,600, in 2 ore, facile
Sentiero natura del Fiore,
Bianco, km 2,500, in 2 ore, facile
(integrato con “La Scialimata”)
Sentiero escursionistico Monte Rufeno,
Giallo, km 3,500, in 3 ore, medio-facile
Sentiero escursionistico Acquachiara,
Azzurro, km 9,500, in 5 ore, difficile
Sentiero escursionistico La Scialimata,
Bianco, km 9,000, in 4-5 ore, medio-difficile
Sentiero escursionistico ed equestre La Fonte,
Rosa, km 3,000, in 2 ore, facile
Sentiero ciclabile Coppi,
Rosso, km 20, medio-difficile
Sentiero ciclabile Girardengo,
Bianco, km10, medio-facile
Sentiero ciclabile Bartali,
Verde, km14, medio
Sentiero della Salute,
con attrezzi per attività fisiche, 1 km circa, facile

ATTIVITÀ TURISTICHE

Notizie dettagliate sui vari servizi turistici sono disponibili presso i punti informativi della Riserva: la Torre Julia de Jacopo, sulla via Cassia all’ingresso sud di Acquapendente, e il Casale Monaldesca, all’estremo nord dell’area, nei pressi del confine regionale. Sono inoltre scaricabili via internet sui siti della Riserva.
L’accesso all’interno dell’area protetta è garantito da 6 ingressi principali numerati, che prendono il nome dalle località in cui sono ubicati. Da questi ingressi si può, normalmente, accedere alla Riserva a piedi, a cavallo o in bicicletta.

La Riserva è caratterizzata dalla presenza di casali, una trentina in tutto, di proprietà del Demanio Regionale. Alcuni di questi, sono stati ristrutturati e resi fruibili con varie destinazioni:
Ristorazione a Monaldesca; Ospitalità a Monaldesca, Palombaro, Tigna, Sant’Antonio, Podernuovo, Sambucheto I e II; Museo del fiore al Giardino; Museo della geologia alla Cava del Bianchi; Osservatorio astronomico a Rufeno; Tradizioni contadine al Felceto; Laboratorio del pane al Mulino; Laboratorio sulla biodiversità a Marzapalo.Troviamo anche altre strutture destinate alla fruizione come il giardino botanico e la capanna del carbonaio.